Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Parte II

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Scritto da Tai Pan

Chi non avesse letto la parte I può trovarla al seguente link: http://thegoldenscopeit.com/2014/01/26/un-giovane-italiano-nella-cina-degli-anni-80-parte-i/

Le avventure di Tai Pan nella Cina degli anni 80, ovvero un giovane italiano nella Cina che iniziava ad aprirsi al mondo.

SHANGHAI – I PRIMI CONTATTI CON LA REALTA’ CINESE

La voce della hostess della China Airlines che annunciava al microfono che stavamo per atterrare a Shanghai mi risvegliò bruscamente dal piacevole sogno che stavo facendo nel quale negoziavo con i funzionari dell’ente del governo cinese con al mio fianco Dirk Struan, il Tai pan di James Clavell. Aprii gli occhi e fui subito accecato da un raggio del sole che stava tramontando che entrava nell’aereo proprio dal mio finestrino. Fui subito preso dall’agitazione dato che eravamo in fase di atterraggio ed avevo ancora addosso le forti “emozioni” del precedente atterraggio ad Hong Kong ma non appena i miei occhi misero a fuoco quello che vedevo mi tranquillizzai e sentii una forte emozione che mi prese alla bocca dello stomaco: fuori dal finestrino vedevo a perdita d’occhio una pianura calma, tranquilla e al tempo stesso maestosa: la Cina!

Level ground around Shanghai

Level ground around Shanghai

Nella mia famiglia mio nonno era un agente di vendita di tessuti per abbigliamento e dopo di lui mio padre era stato agente di vendita di abbigliamento; mio nonno era morto nel 1974 a 91 anni e mio padre purtroppo nel 1978 quando aveva solo 56 anni; mentre scendevo la scaletta dell’aereo sentii fortissima la presenza di mio nonno e mio padre al mio fianco ed ebbi la sensazione che fossero lì con me in quel momento per incoraggiarmi e per dirmi che erano orgogliosi del fatto che la terza generazione della famiglia attraverso me continuasse la tradizione nel settore tessile espandendola dall’Italia all’estero!

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Nell’aereoporto io e le altre persone italiane della delegazione di operatori commerciali tessili del sud Italia venimmo prelevati da alcuni funzionari gentili ed accoglienti dell’ente commerciale cinese che con 2 auto ci portarono all’International Hotel nel cuore di Shanghai. Non lasciatevi ingannare dal nome dell’hotel perché contrariamente ad esso era, come normale a quei tempi in cui in Cina non erano ancora sbarcate le catene internazionali di alberghi, un albergo cinese dei più vecchi e famosi della Shanghai degli inizi anni 80. Era situato sulla Nanjing road, cuore pulsante della città, e rimasi impressionato nel vedere dalla mia camera situata al dodicesimo piano come essa sembrasse viva con quel serpentone in continuo movimento di persone che la percorrevano in entrambi i sensi sui marciapiedi, e notai che quel serpentone umano era così fitto che non si intravedeva in nessun punto il marciapiedi che era completamente “ricoperto” di esseri umani in movimento a tal punto che sembrava di vedere un esercito di formiche intorno al proprio formicaio!

Human flow covering Shanghai in the 1980s

Human flow covering Shanghai in the 1980s

Le auto erano tutte auto che sembravano uscite da un set cinematografico ambientato negli anni 50 e le luci dell’illuminazione pubblica erano fioche ed emanate da lampioni che contribuivano anch’essi a creare questa magica atmosfera un po’ retrò in stile anni 50.

Nanjing road, 1980s

Nanjing road, 1980s

I negozi sembravano tutti chiusi perché non avevano insegne luminose né vetrine illuminate ma ben presto mi accorsi quanto fosse sbagliata questa mia idea dei negozi chiusi perché essa era basata sui parametri di una qualsiasi grande città dell’Italia di quegli anni; seppi poi che la Cina dell’epoca aveva dei grandissimi problemi energetici dovuti al fatto che stava appena iniziando a svilupparsi ma le centrali elettriche esistenti erano vecchie, obsolete ed insufficienti per il fabbisogno nazionale a tal punto che le fabbriche erano costrette a lavorare non tutti i giorni del mese a causa del razionamento dell’energia elettrica per cui i negozi erano aperti di sera ma avevano accese solo le luci interne!

Shanghai Nkg Road

Credetemi mi sentivo in un altro mondo e non solo perché ero in un’altra nazione in un altro continente; la Shanghai di quegli anni aveva per me un fascino particolare perché sembrava di avere fatto un viaggio con la macchina del tempo, sembrava di essere veramente negli anni 50 e per uno come me che viveva in Italia con tutti i lati positivi ma anche negativi del progresso galoppante era veramente magico assaporare quella atmosfera di altri tempi.

Post-card of Nanjing road in the late 70s

Post-card of Nanjing road in the late 70s

Queste le piacevoli sensazioni che mi accompagnarono verso il sonno per la mia prima notte in Cina, ignaro di quella scena per me incredibile ed indimenticabile che avrei visto l’indomani al risveglio nella piazza sulla quale affacciava la mia camera dell’International Hotel! Ma questo ve lo racconterò la prossima volta.

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