Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Episodio 14

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Scritto da Tai Pan

Tutti coloro che non avessero ancora letto gli episodi precedenti, lo possono fare cliccando sul link “Storie della mia vita” in alto a sinistra della pagina.

Il ritorno a Shanghai e la magia di Hangzhou.

Dopo il mio primo viaggio in Cina Popolare della primavera del 1983, il rientro in Italia fu strano; mi sembrava, come in effetti era, di vedere le cose della vita in modo diverso, da un altro punto di vista e capii che nulla sarebbe più stato come prima.

Iniziai a godere delle piccole cose e ad apprezzarle e quando avevo qualche normale ed ordinario problema di vita lavorativa o personale il gweilo che oramai era in me mi ricordava quello che avevo visto durante il viaggio riguardo le condizioni di vita dell’ammirevole popolo cinese e mi esortava, quindi, ad essere comunque positivo ed ottimista!

Non vi nascondo che, dopo alcune settimane in Italia, iniziai a provare quello strano sentimento che i brasiliani chiamano “saudade”. Mi “dicevo” che in fondo la Cina non era la mia terra natia né il paese nel quale vivevo ma poi mi “rispondevo” che, comunque, era dentro di me, era parte di me e non vedevo l’ora di ritornarci.

I miei desideri furono esauditi perché, visto il successo che ebbi nel proporre i prodotti tessili cinesi in Italia, nacque l’esigenza di un nuovo viaggio dopo pochi mesi dal primo per cui a settembre dello stesso anno, quindi a 5 mesi dal primo viaggio, ero nuovamente in volo per la Cina!
Quando atterrammo a Shanghai, fui preso da una “strana” euforia e mi sembrò che fossi stato lontano da quella metropoli solo pochi giorni.

shanghai airport 1983

Questa volta non alloggiavamo al Park International Hotel, cioè nel bel mezzo della “mitica” Nanking Road, ma bensì al Peace Hotel, che si trovava all’angolo fra il Bund e la stessa Nanking Road. Dalla finestra della mia stanza vedevo lo Hangpu River e le innumerevoli barche, piccole, medie , grandi, che vi navigavano ininterrottamente a tutte le ore del giorno e della notte.

Shanghai Huangpu river 1980

Questo secondo viaggio prevedeva trattative specificatamente di prodotti di seta per cui il secondo giorno partimmo in treno per Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang, a quei tempi celeberrima proprio per quella tipologia di prodotti. Il tragitto fu breve perché anche la distanza lo era, insomma nulla a che vedere con il viaggio “epico” Shanghai-Changsha.

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Mi avevano parlato di quell’area come una delle più belle della Cina centrale ma quando vi giungemmo, quello che si presentò ai miei occhi superava abbondantemente anche le mie più ottimistiche previsioni.

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Oggi, cercando sul web, vedo foto attuali dell’area di Hangzhou la quale, pur avendo conservato gran parte della sua lussureggiante vegetazione, presenta anch’essa, come è normale che sia, grattacieli e costruzioni moderne e avveniristiche, ma allora, nell’autunno del 1983, quello che vedevo io era un paesaggio magico e fatato: lo stupendo lago circondato dalla fittissima vegetazione in mezzo alla quale si facevano largo a fatica alcune splendide e suggestive pagode, intere zone del lago ricoperte dalle piante di loto, i tipici ponticelli cinesi ad arco, fonte di ispirazione di innumerevoli dipinti dei tradizionali paesaggi cinesi, e l’acqua del lago che mi appariva, strano a dirsi, più calma di qualsiasi altro lago che avessi mai visto.

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Non è facile descrivere fino in fondo le sensazioni che provai di fronte a quelle meravigliose e forse uniche manifestazioni di rispetto reciproco fra la natura e l’uomo, ed è per questo motivo che in questo episodio ho dato largo spazio alle foto, molto più di quanto abbia fatto negli episodi precedenti; solo le immagini possono aiutarvi a capire fino in fondo la magia di quei posti, e possono aiutarmi a spiegarvi come, al cospetto di quegli incantevoli quadri della natura, il mondo intero, con tutte le sue banalità e meschinerie, possa scomparire lasciandovi splendidamente soli con voi stessi ad interrogarvi della vostra vita, delle vostre azioni e dei vostri sentimenti!

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In definitiva, mi ritrovai, a 27 anni, per la prima volta di fronte a me stesso, imparai cosa fosse realmente l’introspezione e mi sembrò di essermi “sdoppiato”, con un me stesso che guardava ed esaminava il mio io interiore come se le 2 entità non fossero parte della stessa persona.

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Inoltre capii che solo la natura, con le sue manifestazioni, è in grado di fare tutto ciò, e tutto ciò avvenne ad un giovane gweilo italiano sulle rive del lago di Hangzhou, nello Zhejiang, e quel gweilo si disse ancora una volta che quella Cina Popolare era una impareggiabile scuola di vita e che lui doveva sentirsi privilegiato per avere la possibilità di viverla direttamente sul posto in prima persona.

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Insomma, sensazioni irripetibili e indimenticabili che un giorno, se come spero dovessi avere dei nipoti, vorrei trasmettere a loro da buon nonno-ex giovane gweilo.

La prossima settimana le storie continuano con la scoperta del mondo della seta dello Zhejiang ed il rientro a Shanghai, quindi a presto!

(Tutte le foto sono prese da Google.com, e appartengono tutte a coloro che le hanno scattate)

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