Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Episodio 22

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Scritto da Tai Pan

Coloro che non avessero ancora letto i precedenti episodi, possono farlo cliccando su “Storie della mia vita” in alto a sinistra della pagina.

Episodio 22 – La delegazione cinese a Milano

Dopo oltre 20 episodi riguardanti i miei viaggi commerciali nella Cina Popolare degli anni ’80, desidero raccontarvi, in questo episodio, del viaggio di una delegazione commerciale cinese nella Milano degli anni ’80.

Ero stato avvisato con 3 mesi di anticipo ma la mia prima volta di una delegazione cinese in Italia mi agitava e mi preoccupava perché temevo di non avere l’esperienza per una cosa del genere.

Se poi a questo aggiungiamo che vivevo a Milano da poco più di un anno, non conoscevo bene la città ed ero sposato da poco prima di trasferirmi, capirete perché, realisticamente, ero preoccupato…
Ed infatti, durante il soggiorno della delegazione a Milano, capitarono diversi “inconvenienti”.

Duomo, Milano

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Dalla Cina mi chiesero di aiutarli prenotandogli un buon albergo che non fosse troppo costoso perché il budget che il governo gli metteva a disposizione era limitato.

Pensai,ingenuamente, che era quindi utile cercare un hotel in periferia per avere dei buoni prezzi ma non conoscendo bene la città e, di conseguenza, la sua periferia, trovai un albergo che aveva dei costi giornalieri molto convenienti per le camere ma colui che era alla reception, ed era anche proprietario, quando mi sentì dire che mi occorrevano 4 stanze doppie per una delegazione cinese, quasi scoppiò a ridere e mi disse che il suo albergo non era adatto a loro.

Notato il mio stupore e la mia contrarietà, dovuta quest’ultima al fatto che credevo che la sua fosse una questione discriminatoria di tipo razzistico, chiamò suo fratello, gli chiese di sostituirlo alla reception e mi condusse nel suo ufficio; lì mi spiegò, dato che gli avevo detto che dovevo fare affari con la delegazione, che mi sconsigliava assolutamente di farli alloggiare presso il suo albergo perché questo veniva quasi esclusivamente utilizzato come albergo ad ore dove le coppie andavano a fare sesso!

Nello stesso momento in cui me lo disse, capii cosa era quel continuo passaggio di persone che avevo notato all’ingresso, che ingenuo che ero stato!

Ringraziai calorosamente il signore per la sua chiarezza che mi aveva sicuramente evitato una brutta figura con la delegazione e trovai poi, nei giorni seguenti, un hotel più vicino al centro città, più costoso ma che non aveva movimentazioni particolari di clientela…

Insomma la avevo scampata bella e mi ritenni fortunato per avere incontrato una persona corretta e sincera che mi aveva dato il giusto consiglio per evitare ai miei ospiti cinesi delle notti insonni…

persone

 

Finalmente arrivò la delegazione all’aereoporto di Linate ed io e mia moglie, che mi avrebbe affiancato in quei giorni anche nelle trattative dato che aveva studiato lingue e conosceva la lingua inglese meglio di me che ero autodidatta poiché avevo studiato solo la lingua francese.

Oltre all’aiuto linguistico, lei si offrì di preparare una cena per invitare la delegazione nella nostra casa.

Navigli, Milano

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La cosa mi sembrò un po’ “rischiosa” dal punto di vista culinario dato che sapevo che non era assolutamente una cuoca provetta a quei tempi ma lei mi rassicurò dicendomi che si sarebbe fatta aiutare dalla signora che abitava al nostro stesso piano e che era una buona cuoca.

Cosa accadde allora?

Vi racconto: come primo piatto aveva preparato degli spaghetti, sapevamo che i cinesi amano gli spaghetti che dicevano fossero stati importati dalla Cina in Italia da Marco Polo, ma ci furono 2 inconvenienti; il primo fu che servimmo le porzioni di spaghetti con del parmigiano grattugiato, pensando di arricchire la pietanza come si faceva e si fa normalmente in Italia, ma fu allora che scoprii la vera e propria “repulsione” dei cinesi di allora per i formaggi.

Avevamo, per fortuna, diversi antipasti e contorni, che ci aveva gentilmente preparato la vicina di casa, ai quali ci dedicammo…per cui gli spaghetti, che inoltre non avevano olio per cui ogni porzione era talmente “compatta” da sembrare una frittata, furono messi da parte e mia moglie portò a tavola la carne al forno che aveva preparato.

carne al forno

 

Questa piacque molto ma seppi poi dopo che per quella pietanza avevamo rischiato il disastro; mia moglie aveva dimenticato nel forno l’intero pezzo di carne, non ancora fatto a fettine, per cui era mezzo carbonizzato.

Per fortuna si era rivolta alla nostra amica della porta accanto che aveva “magistralmente” asportato la parte esterna bruciacchiata, riuscendo a creare poi delle fettine che aveva anche aromatizzato per cui non si avvertiva minimamente il sapore di bruciato.

Infine gelato e frutta, dei quali i cinesi erano ghiotti, per cui riuscimmo a concludere la cena senza altri inconvenienti.

Dato che ci sentivamo un po’ in colpa per la cena che non era certamente stata “memorabile”, sapendo che in quei giorni veniva a trovarci mia suocera, proponemmo alla delegazione un’altra cena per fargli gustare alcune specialità che lei, che è sempre stata un’ottima cuoca, avrebbe preparato per loro.

Quella sera ero molto più rilassato perché ero sicuro, come in realtà fu, che le specialità preparate da mia suocera sarebbero piaciute molto ai cinesi della delegazione, ma non potevo assolutamente immaginare o prevedere il nuovo “inconveniente”, non di carattere alimentare, nel quale ci saremmo imbattuti.

Per aiutarvi a capire fino in fondo la situazione devo fare una veloce ma fondamentale premessa: avevo imparato nei miei precedenti viaggi in Cina che era usuale fare a tavola delle eruttazioni per mostrare quanto si gradissero le pietanze ma durante la prima cena a Milano non era stato emesso alcun “apprezzamento” di questo genere per cui, ingenuamente ed erroneamente, avevo immaginato che si fossero astenuti poiché sapevano che non era usuale in Italia.

Il Duomo di Milano all’alba

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Sbagliatissimo! Capii dopo che, non avendo apprezzato fino in fondo la cena, solo per quel motivo non avevano “rumoreggiato”…e in più non avevo fatto i conti con la estrema bontà di quanto cucinato da mia suocera!

Iniziammo la cena e dopo un antipasto di verdure, servimmo degli ottimi spaghetti alla marinara, quindi con frutti di mare che piacciono molto ai cinesi, e, a causa di questa portata, sfiorammo l’incidente diplomatico…

spaghetti ai frutti di mare

 

Dopo alcuni bocconi non uno ma ben due della delegazione, sorridenti e felici, emisero delle sonore eruttazioni di “apprezzamento” a fronte delle quali mia suocera, infuriata, si alzò in piedi dicendo testualmente: “Ma come si permettono questi maleducati, incredibile!”

Quindi uscì dalla sala da pranzo continuando a borbottare.

Quando erano iniziati i “rumori” mi ero reso conto istantaneamente di quanto ero stato incauto e superficiale a non spiegare a mia suocera di quel rituale di apprezzamento per noi insolito ma che loro effettuavano come segno di rispetto per la cuoca!

Mia moglie uscì anche lei dalla sala per andare a spiegare alla madre ed io, per fortuna, ebbi un’idea fulminea che mi permise di evitare l’incidente diplomatico/commerciale; dissi alla delegazione, che ovviamente non aveva compreso quello che era stato detto in italiano, che mia suocera aveva ricordato improvvisamente di avere delle cose sui fornelli accesi e quindi si era precipitata in cucina…

Piazza Duomo, Milano

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Mia moglie si adoperò per spiegare bene il tutto alla madre la quale, per fortuna, ritornò poi a tavola sorridente e, secondo me, anche un po’ orgogliosa per il fatto che la delegazione, seppure in quel modo inusuale per noi, aveva veramente apprezzato la sua cucina.

Io tirai un sospiro di sollievo e, un po’ materialisticamente ma anche realisticamente, pensai che le mie relazioni e i miei affari con Cina non erano compromessi!

Milano al tramonto

da Monte Stella

La cena andò benissimo, i cinesi si complimentarono ed invitarono mia suocera, che ovviamente non ebbe poi occasione, a recarsi in Cina dove loro le avrebbero fatto gustare le specialità locali.

Insomma tutto è bene ciò che finisce bene e, dopo questa parentesi “italiana”, la prossima settimana vi racconterò del mio nuovo viaggio nella Cina Popolare del 1984, quindi a presto!

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(Tutte le foto sono prese da Google.com, e appartengono tutte ai rispettivi proprietari originali)

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