Un giovane italiano nella Cina degli anni ’80 – Episodio 23

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Scritto da Tai Pan

Coloro che non avessero ancora letto gli episodi precedenti, potranno farlo cliccando su “Storie della mia vita” in alto a sinistra della pagina.

Episodio 23 – Alla scoperta del Sichuan

La delegazione della quale vi ho parlato nell’episodio precedente aveva visitato l’Italia a Settembre e dopo circa un mese io ero nuovamente in viaggio per la Cina, la qual cosa, come potrete immaginare, non mi dispiaceva affatto in generale, ma in particolare ero eccitato ed emozionato all’idea di andare alla scoperta del Sichuan, la “provincia” cinese più popolosa e, di conseguenza, più ricca di materie prime tessili, che erano il motivo principale della mia visita in quell’area.

I miei amici dell’ente commerciale tessile di Shanghai mi avevano illustrato dettagliatamente questo aspetto consigliandomi di visitare quella zona insieme a loro per permettergli di stringere degli accordi di fornitura di materie prime per Shanghai in modo che fossero utilizzate dalle loro fabbriche di abbigliamento, più esperte e qualitativamente più abituate all’esportazione rispetto a quelle della capitale del Sichuan Chengdu, almeno alla Chengdu del 1984.

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Mentre ero sull’aereo dell Catay Pacific diretto ad Hong Kong, da dove avrei cambiato per arrivare a Shanghai, sullo schermo del Jumbo 747 trasmettevano un film che in realtà io non “vedevo” e non ascoltavo perché la mia mente da sola, autonomamente, iniziò a fantasticare sulla grande provincia occidentale della Cina, una provincia che si “presentava” con un dato per me impressionante: le altre avevano mediamente tra i 40 e i 50 milioni di abitanti, il che per me era già una enormità dato che corrispondeva alla popolazione di tutte le regioni italiane messe insieme, mentre il Sichuan ne aveva quasi il doppio!

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Ricordo che avvertii che il sonno stava prendendo il sopravvento per cui gonfiai il mio cuscino da viaggio e lo posi dietro e intorno al mio collo. Credo di essermi addormentato quasi subito e, come mi era già spesso accaduto in precedenti occasioni, feci dei sogni collegati alle mie fantasticherie e, come altre volte, mi ritrovai nel sogno in compagnia di Dirk Struan, il Tai Pan della Noble House di Hong Kong del romanzo di James Clavel.

Sognai della trattativa per le materie prime tessili e che Tai Pan discusse lungamente non solo del prezzo ma anche del trasporto delle merci via fiume, metodo correntemente utilizzato ai suoi tempi, e del fatto che avrebbe inviato una sua squadra di uomini armati per scortare i materiali ed evitare che cadessero nelle mani dei pirati dei fiumi. Dirk Struan stava anche discutendo, dopo avere trattato i prezzi in base alle mie indicazioni dato che nel sogno io ero il suo consigliere commerciale tessile, sul come avrebbe effettuato il pagamento che sarebbe avvenuto in lingotti di argento, metodo usuale in quell’epoca.

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Il problema era fare arrivare a Chengdu i lingotti senza che fossero trafugati durante il tragitto e, mentre la discussione si animava sempre di più, sentii una voce che diceva in un perfetto inglese: “Signore e signori abbiamo iniziato la discesa verso l’aereoporto Kai Tak di Hong Kong dove atterreremo alle…”. Mi risvegliai bruscamente, confuso dal fatto che né gli aerei né tantomeno il Kai Tak Airport esistevano nella Hong Kong della Noble House.

Impiegai qualche secondo per rendermi conto della differenza fra il sogno che avevo fatto e la realtà nella quale mi trovavo….e alla fine, un po’ dispiaciuto perché nel sogno ci stavo benissimo, ritornai nell’autunno del 1984!

Quando, dopo una notte a Shanghai, arrivammo in volo a Chengdu, mi sentivo emozionato come un ragazzino e, durante il tragitto in auto dall’aeroporto all’albergo, mi guardavo intorno “divorato” dalla curiosità e meravigliato dal fatto che fossi in una grande città con già allora diversi milioni di abitanti.

Anche quella città aveva per me il fascino irresistibile dei luoghi fuori dal tempo, era in realtà una metropoli ma tutto sembrava essersi fermato agli anni ’50 e questo per me creava una magia unica!

Vedere quelle grandi strade percorse dai pochi autoveicoli ed autobus che erano allora in circolazione mi aveva ricordato un po’ Pechino, anche se ovviamente la capitale era più maestosa.

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Uno dei funzionari dell’ente di Shanghai, quello che aveva legato di più con me e con il quale quindi ero più in confidenza, dopo che avevamo preso possesso delle camere in albergo, mi disse che desiderava parlarmi in forma privata per cui, incuriosito, lo invitai a raggiungermi nella mia camera dove avremmo potuto parlare liberamente.

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Arrivò quasi subito e il suo imbarazzo cominciò a preoccuparmi…Cosa stava accadendo? Quando lui alla fine mi spiegò il tutto provai una profonda “tenerezza” per lui e gli altri 2 funzionari di Shanghai che erano a Chengdu con me.

Mi spiegò che per loro viaggiare anche all’interno del loro paese era molto difficile o quasi impossibile , e che quella era un’occasione quasi unica per vedere le bellezze del Sichuan, famose in tutta la Cina.

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Per fortuna io facevo dei programmi di viaggio molto “elastici” prevedendo di avere sempre qualche giorno in più rispetto a quelli che effettivamente mi servivano e questo aspetto, in quella occasione, pensai che mi sarebbe tornato utile. Infatti ci accordammo sul fatto che, una volta concluse le trattative di affari, ci saremmo trattenuti 2/3 giorni ancora in modo da visitare i luoghi più famosi e belli di quell’area, la qual cosa non mi dispiaceva affatto…

Tralascio quindi di raccontarvi delle lunghe e anche un po’ noiose trattative per raccontarvi brevemente di quei 3 giorni che furono per me emozionanti e ancora una volta indimenticabili!

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Dopo le bellezze di Pechino e dintorni, dopo le meravigliose montagne dello Hunan, dopo la magica Hangzhou nello Zhejiang, dopo quegli incredibili giorni da “turista” nel Fujian, avevo la possibilità di andare alla scoperta del Sichuan, o meglio di una parte del Sichuan perché altrimenti sarei dovuto rimanere in quella grande provincia cinese per settimane e forse, comunque, non sarei riuscito a vedere tutto quello che c’era da vedere.

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Visitammo innanzi tutto la città e scoprii, cosa per che aveva quasi dell’incredibile, che essa era stata fondata oltre 2.000 anni prima!

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Scoprii tutta una serie di strade e stradine caratteristiche e particolari e quella che mi colpì di più per la sua unicità fu quella che mi indicarono come la “Sewing ladies street”, una strada dove le donne portavano le loro macchine da cucire ed erano pronte a cucire qualsiasi tipo di abito o indumento a chiunque lo richiedesse, o a fare qualsiasi tipo di riparazioni o modifiche agli stessi.

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Potei vedere anche dei tenerissimi Panda, dato che nell’area intorno a Chengdu e nel Sichuan in generale questo simpaticissimo animale viveva e vive cibandosi prevalentemente di bamboo.
Oggi, dato che questa razza stava rischiando l’estinzione, il governo cinese la ha classificata come razza protetta ed ha creato in quella zona delle riserve naturali appositamente per essa.

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Then we organized a day trip to visit the area of Leshan, about 150 kilometers south of Chengdu, and when there, we saw what I thought was one of the most beautiful things this planet was given to: the great statue of Buddha, the largest statue in the world.

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Mentre ero incantato e rapito dalla vista di quello stupefacente monumento, provai ad immaginare la colossale fatica e la ammirevole capacità di chi lo aveva creato e, quando fui chiamato dai miei amici cinesi, mi accorsi che ero letteralmente a bocca aperta…

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Il giorno seguente visitammo un’altra zona più vicina a Chengdu, solo alcune decine di chilometri dalla città, dove vidi un’altra stupefacente dimostrazione dell’ingegno e della capacità del popolo cinese fin dai tempi antichi: il sistema di irrigazione del Dujiangyan, un’opera realizzata alcuni secoli prima e che ancora oggi fornisce acqua alla capitale del Sichuan.

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Questo sistema devia in parte l’acqua del fiume Minjiang ma la cosa veramente incredibile è che è stata tagliata una parte della montagna esistente fra il fiume e la città, stiamo sempre parlando di secoli addietro, e sapete come è stato fatto? A quei tempi, stiamo parlando del III secolo A.C., l’esplosivo non sapevano neanche cosa fosse quindi utilizzarono una straordinaria ed ingegnosa tecnica che, attraverso un primo riscaldamento ed il successivo raffreddamento della roccia, la rendeva più “morbida e, quindi, più facilmente lavorabile!

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Visitammo anche il monte Qingcheng, una montagna alta poco meno di 1.300 metri, considerata quasi sacra per la mitologia taoista e dove nel corso dei secoli furono eretti diversi templi di quella religione.e.

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Dei posti magici dove l’atmosfera unica e rilassante mi avvolgeva e mi coccolava piacevolmente come una bella coperta di lana nel freddo inverno.

I miei “colleghi” di escursione sembravano dei teneri bambini alla scoperta del mondo e quando, purtroppo, rientrammo a Shanghai, mi ringraziarono molte volte per la mia disponibilità che gli aveva permesso di fare una cosa che, mi dissero con orgoglio, avrebbero raccontato non solo a tutti i familiari ma anche a tutti gli abitanti della strada dove vivevano.

Un altro meraviglioso “quadro” della per me indimenticabile Cina Popolare degli inizi anni ’80, un’altra esperienza irripetibile che conservo dentro di me pensando con struggente nostalgia a quei viaggi di affari che spesso mi permettevano di avere il privilegio di vedere luoghi, paesaggi, persone e cose che ricordo ancora oggi come se le avessi davanti a me in questo momento!

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Nel 2000 l’Unesco, a riprova della unicità di quei luoghi, ha inserito sia il Monte Qingcheng che il sistema di irrigazione di Dujiangyan nella lista dei Siti del Patrimonio Mondiale dell’Umanità e, accadimenti più recenti, nel 2008, purtroppo, quell’area è stata colpita da un violentissimo terremoto di 7,8 gradi della scala Richter, ma io credo che nulla, né il tempo che scorre inesorabilmente nè un violento terremoto, potrà mai cancellare la magia e l’incanto di quella splendida zona.

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Comunque i viaggi e le avventure continueranno la prossima settimana quindi un saluto a tutti e a presto!

(Tutte le foto sono prese da Google.com, e appartengono tutte ai rispettivi proprietari originali)

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