Zaria Forman e i suoi disegni di ispirazione

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Zaria Forman è una artista di fama internazionale, i suoi paesaggi naturali dai tenui colori pastello su carta sono incredibilmente unici, talmente realistici che potrebbero essere facilmente scambiate per fotografie di scorci di vita reale.

Zaria ha deciso di condividere con the Golden Scope la sua arte.

THE GOLDEN SCOPE A ZARIA

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Puoi dirci qualcosa di te?

Sono cresciuta in Piermont, NY, a circa 30 minuti a nord di New York City; ho frequentato la Green Meadow Waldorf School – una scuola di nicchia con un approccio alternativo alla formazione per cui l’arte è fortemente sentita. Poi ho avuto una formazione artistica “formale” a Skidmore College e ora espongo in tantissime gallerie sia negli Stati Uniti che all’estero.

Volevi essere un artista, da sempre?

Da bambina, ho viaggiato con la mia famiglia visitando alcuni dei paesaggi più remoti del mondo, che divennero oggetto di fotografia d’arte di mia madre e con queste esperienze ho sviluppato il mio personale apprezzamento per la bellezza, la vastità e la mutevolezza del cielo e del mare.

Mi piaceva una tempesta lontana nelle pianure desertiche occidentali; ho amato “fare arte” come fanno i bambini, senza pensare in anticipo che avrei potuto diventare un artista a tempo pieno… fino a quando mi è stata offerta la mia prima mostra dopo la laurea, poi un l’altra ed un’altra e ho scelto di cavalcare l’onda, e sono molto felice di averlo fatto!

Quali sono stati i tuoi primi ricordi inerenti all’arte?

Dal momento che mia madre era un artista, abbiamo sempre avuto per la casa pennelli, colori ecc. e sono sempre stata incoraggiata ad usarli; alcuni dei miei primi ricordi sono di cavalli e cani, e le montagne del New Mexico dipinte con acquerelli.

C’è un motivo particolare per cui disegni solo con le mani?

L’ho fatto sin da bambina, con le mie mani e le dita spostavo il colore sulla carta e mi ha sempre dato una certa sensazione… anche se credo che ho iniziato ad usare le mani prima di essere consapevole di farlo… ricordo una volta, avevo circa 12 anni.

Ero piccola, stavo facendo un disegno a matita (mi sembra di ricordare che fosse una copia di un ritratto di Da Vinci) e ho usato il mio dito per sporcare la grafite, per fare un effetto di dissolvenza liscia e mi è sembrata una scoperta emozionante in quel momento!

Qual è l’elemento indispensabile quando crei?

I pastelli.

 

Dove trovi la maggior ispirazione per i tuoi lavori?

Quando viaggio, scatto migliaia di fotografie. Mi capita spesso poi di fare qualche piccolo disegno sul posto per prendere confidenza con il paesaggio. Una volta tornata in studio, elaboro con la mia memoria l’esperienza, riguardo le fotografie, per creare poi opere di grandi dimensioni.

Reinvento l’acqua o il cielo, altero la forma del ghiaccio, combino immagini diverse per creare la composizione che sto immaginando.

 

Qual è stato il riscontro più “memorabile” per un tuo lavoro?

Sentii un ragazzino di circa 5 anni gridare “Formaggio! Formaggio! Formaggio! Sembra come il formaggio!” E stava guardando un iceberg!

Chi è il tuo artista preferito di tutti i tempi?

Mia madre, la fotografa paesaggistica Rena Bass Forman è stato certamente una delle più grandi influenze della mia vita, e continua ad esserlo anche dopo la sua scomparsa nel 2011. Poi William Bradford, Robert Longo, e Clifford Ross sono alcuni dei molti altri artisti da cui traggo ispirazione.

Viaggi molto per tutto il mondo, anche in luoghi remoti e affascinanti, come le Maldive e/o la Groenlandia. Se ci fosse un posto preferito, quale sarebbe e perché?

Preferisco i posti vulnerabili ai cambiamenti climatici. In Groenlandia ho sentito la potenza e la fragilità del paesaggio. Le dimensioni, la maestà e la bellezza di un iceberg sono disarmanti.

I fiordi di ghiaccio sono vivi, si muovono costantemente ed emettono suoni fragorosi, ci ricordano la loro capacità distruttiva. Eppure, mentre il loro potenziale pericolo è evidente, lo è pure la loro vulnerabilità; ho potuto vedere il ghiaccio che si scioglieva sotto un sole insolitamente caldo.

Esplorare le isole piatte delle Maldive mi ha dato un simile senso di dualità tra potere e fragilità. L’incombente, vasto oceano richiedeva la mia attenzione, in quanto strettamente circondava ogni piccola isola. Il colore, la chiarezza, e il calore delle acque mi invitavano, mentre le onde si schiantavano sinistramente lungo la costa.

Ho molto desiderio di visitare l’Antartide, confrontare i poli e disegnare il ghiaccio del sud. Voglio tornare in Groenlandia e attualmente sto ri-visitando le Maldive! Vorrei anche visitare posti che non avevo visto delle isole.

E ‘piuttosto difficile restringere tra i miei viaggi fino a scegliere un solo posto preferito; se dovessi scegliere, sarebbe l’Islanda, la Groenlandia o Svalbard, dal momento che hanno i paesaggi più insoliti e ultraterreni che abbia mai visto.

Parlaci dei tuoi più recenti disegni con cui hai catturato i paesaggi ghiacciati della Groenlandia.

I miei disegni più recenti documentano lo spostamento del paesaggio terrestre e gli effetti del cambiamento climatico progressivo. Nel mese di agosto 2012, ho guidato una spedizione artica lungo la costa NW della Groenlandia. E’ stata chiamata “Chasing the Light”, ed è stata la seconda spedizione. La missione era quella di creare arte ispirata da questa drammatica geografia. La prima spedizione, risale invece al 1869, ed è stata condotta dal pittore americano William Bradford.

Mia madre, Rena Bass Forman, aveva concepito l’idea per il viaggio, ma non ha potuto vivere per vederla realizzarsi. Durante i mesi della sua malattia però la sua dedizione alla spedizione non venne mai meno e ho promesso di portare a termine il suo ultimo viaggio.

Hai consigli o meglio, parole ispiratrici, per i nostri lettori?

Trova ciò che ti ispira e ciò per cui ti senti più appassionato e investici il tuo tempo e la tua energia!

Per maggiori informazioni visita il sito di Zaria e/o la sua pagina Facebook

 

 

(Foto da www.zariaforman.com)

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