Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini

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L’Umbria, insieme alla Toscana, costituisce il cosiddetto “polmone verde” dell’Italia che si sviluppa nella zona centrale della penisola e, aspetto geografico raro in un paese circondato dal mare, è una regione senza zone costiere.

Sul suo territorio si alternano suggestive verdi colline e vallate che fanno da cornice a centri abitati molto vivibili e ricchi di storia e tradizione come Perugia, Assisi, Gubbio, Orvieto, Terni e Città di Castello.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che si estende a cavallo fra le due regioni Umbria e Marche, comprende il gruppo montuoso più elevato dell’Appennino con il Monte Vettore che ne è la vetta più alta con i suoi 2.479 metri sul livello del mare.

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Grazie alle caratteristiche di questa area, sono tanti gli appassionati di trekking che percorrono i molti sentieri e tracciati che permettono di esplorare, ad esempio, le Gole della Val Nerina scavate nei secoli dall’impetuoso fiume Nera ed il massiccio del monte Bove che, ad un primo sguardo, ricorda le Dolomiti del nord Italia.

Abbiamo scelto di parlarvi di questo stupendo parco, ed in particolare del versante umbro, perché siamo all’inizio della primavera, la stagione del “risveglio” della natura che si libera da ghiaccio e neve dell’inverno e inizia a regala ai visitatori degli stupendi paesaggi multicolori con spettacolari fioriture che hanno il loro migliore periodo dalla fine di Maggio agli inizi di Luglio.

L’effetto ottico che si ha nell’ammirare queste fioriture è duplice a seconda della posizione dalla quale si osserva… Infatti le distese fiorite viste dal basso danno l’impressione di congiungersi magicamente all’orizzonte con il cielo spesso di un azzurro incantevole!

Invece se si osservano i paesaggi fioriti dall’alto di un promontorio o di un monte allora appaiono come dei fantasmagorici tappeti dai mille colori che si fondono con il verde rigoglioso del manto erboso che sembra quasi accarezzare i fiori ad ogni colpo di vento…

Inoltre nel parco si trovano, sia sul versante marchigiano che su quello umbro, diversi graziosi e silenziosi borghi, quei piccoli centri nei quali il tempo sembra essersi magicamente fermato come ad esempio, sul versante umbro, Castelluccio di Norcia che, grazie ai suoi 1.452 metri di altitudine, si affaccia su un altopiano di rara bellezza e viene spesso citato come “il tetto dell’Umbria” o “il piccolo Tibet”.

 

(Tutte le foto sono prese da Google.com, e appartengono tutte ai rispettivi proprietari originali)