Il Capodanno del Laos

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Il Laos è un paese del sud-est asiatico con una singolare posizione geografica: senza sbocco sul mare ma confinante con Cina, Vietnam, Cambogia, Thailandia e Birmania. Un paese ancora molto povero ma che negli ultimi tempi sta avendo una forte crescita economica grazie anche e soprattutto al turismo.

Luang Prabang, ad esempio, attira turisti da tutto il mondo per l’atmosfera fortemente spirituale che vi si respira ma anche grazie ai reperti archeologici che testimoniano la presenza di uomini in quell’area circa 40.000 anni fa e cioè in epoca preistorica mentre nella Valle del Mekong sono state trovate tracce di insediamenti agricoli che risalgono al 4.000 a.C..

Nel Laos durante il caldissimo mese di aprile, più precisamente fra il 13 e il 16 di questo mese, ha luogo il Pi Mai Lao e cioè il Capodanno Laotiano, con dei festeggiamenti che la popolazione, in base alla tradizione,  porta avanti in tutta la nazione per 3 giorni.

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Ci sono diverse similitudini fra il Pi Mai Lao e il Songkran, cioè il Capodanno Thailandese, essendo entrambi i paesi del sud-est asiatico di fede Buddhista e, quindi, festeggiando entrambi l’arrivo del nuovo anno con riti religiosi.

La più “vistosa”  di queste similitudini sta nel fatto che, originariamente come processo di purificazione di carattere religioso ma poi anche come divertimento collettivo, fiumi di acqua investono tutto e tutti coinvolgendo l’intera nazione.

Il primo giorno, che corrisponde all’ultimo del vecchio anno, si preparano le raffigurazioni del Buddha che vengono tolte dalla loro collocazione abituale e messe in posizioni che permettano alla popolazione di spruzzarle con acqua profumata dai fiori. Questa acqua che cola dalle statue viene poi raccolta e portata nelle abitazioni per benedire familiari e amici.

Il secondo giorno è anche chiamato “giorno senza giorno” perché viene ritenuto non appartenere né al vecchio anno e né al nuovo. Questa giornata viene dedicata ad una accurata pulizia delle case che di solito viene effettuata dai vecchi che invitano i giovani a non oziare poiché esiste la credenza che chi riposa in quel giorno poi si ammala nell’anno successivo.

Il terzo e ultimo giorno è il primo del nuovo anno e si festeggia con le famiglie che si riuniscono attorno ai loro anziani augurandogli lunga vita, i templi che, a sera, rimettono le raffigurazioni del Buddha nelle loro abituali posizioni e i fedeli che prendono parte a delle suggestive processioni concludendo i festeggiamenti con il “rito” della liberazione di animali di qualsiasi specie, dagli uccelli ai pesci, perché i laotiani credono che ogni animale debba essere libero…

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