Bacoli e le sue gemme nascoste

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Napoli è una città che, oltre alla sua accattivante bellezza, offre diversi monumenti/costruzioni storiche da visitare. Dal Palazzo Reale, con l’annesso Teatro Reale San Carlo, al Castel Nuovo, comunemente conosciuto come Maschio Angioino; dal Castel dell’Ovo, il più antico castello della città, alla affascinante “Napoli Sotterranea”.

Napoli offre anche la possibilità, con brevi spostamenti in auto o mezzi nautici, di trascorrere piacevolissime vacanze nella splendida Isola di Capri, nella rilassante e suggestiva Isola di Ischia o nella tranquilla Isola di Procida, senza “dimenticare” la meravigliosa Costiera Amalfitana con località uniche al mondo come, ad esempio Positano e Ravello.

Ma questa città e i suoi dintorni riservano numerose altre sorprese e sicuramente, molti di coloro che non vi sono nati e vissuti e che quindi non la conoscono bene, non avranno sentito parlare di un comune di quasi 30.000 abitanti della provincia di Napoli poco distante dalla città partenopea ma che “custodisce” delle gemme nascoste: Bacoli.

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Poco conosciuta, a differenza delle isole e della costiera prima citate, dai grandi circuiti nazionali ed internazionali del turismo, Bacoli si trova a nord/ovest di Napoli, in una area di origine vulcanica e fu fondata dagli antichi romani con il nome di Bauli.

Sono diverse le gemme nascoste di Bacoli e oggi The Golden Scope ne ha scelte 2 da mostrarvi attraverso una serie di foto che mettono in risalto tutto il loro fascino e la loro unicità storica e architettonica… La prima è il Parco Archeologico Sommerso di Baia.

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Questa meraviglia si trova a soli 5 metri sotto il livello del mare e comprende una vasta area che anticamente era, ovviamente, parte del territorio di superficie. Comprende l’antico porto commerciale Portus Julius e tutta una serie di reperti archeologici, resi eccezionali dall’ottimo stato di conservazione, come mosaici, sculture, tracciati stradali e colonne che hanno tutti contribuito a definire l’area una piccola “Atlantide Romana”.

L’altra “gemma” è la Casina Vanvitelliana, una costruzione più recente che risale all’epoca dei Re Borbone e si trova su di una isoletta del lago del Fusaro, zona a quei tempi scarsamente abitata che fu adibita dalla famiglia reale a riserva di caccia e di pesca a partire dalla metà del 1700.

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Commissionata dai Borbone a Luigi Vanvitelli, la costruzione fu poi completata dal figlio Carlo nel 1782 in una posizione, a breve distanza dalla riva, che dava l’illusione ottica che galleggiasse sull’acqua del lago. La Casina Vanvitelliana rappresenta un raffinato esempio di architettura settecentesca e sembra giocare con l’acqua che la circonda creando, soprattutto al tramonto, delle sfumature di colori che farebbero la gioia di tanti appassionati di fotografia…

 

(Tutte le foto sono prese da Google.com, e appartengono tutte ai rispettivi proprietari originali)