Masai, la tribù della savana

00 copertina venerdì Piaya-Maasai

Vivere in una grande metropoli, circondati da tonnellate di cemento e solo qualche piccola area verde, essere quotidianamente soggetti allo stress del traffico automobilistico, dei mezzi pubblici affollatissimi nelle ore di punta e delle questioni di lavoro… Tutto questo fa parte, purtroppo, della vita di molti di noi.

Oggi The Golden Scope vi parla di una tribù africana che non ha mai avuto, e probabilmente mai avrà, nemmeno uno di questi problemi: la tribù dei masai.

Questo popolo è da generazioni semi-nomade, spostandosi periodicamente fra la Tanzania ed il Kenia per seguire le piogge stagionali dell’Africa orientale.

Gli spostamenti, insieme alle loro inseparabili mandrie di bestiame, hanno un grande vantaggio: permettono all’erba di ricrescere nelle aree dalle quali si spostano dopo esservi rimasti per un tempo non lungo.

I masai molto probabilmente sono originari del nord dell’Africa e si dice che essi si siano spostati a sud alcuni secoli fa, seguendo il corso del fiume Nilo, fino ad arrivare nella Rift Valley, area che si trova fra i moderni stati di Kenya e Tanzania.

Le loro dimore, tutta la loro vita e le loro abitudini, sono indissolubilmente legati al bestiame che è fonte di sostentamento per questo popolo pastorale che, anzichè la vita sedentaria degli agricoltori, predilige uno stile di vita più avventuroso e legato agli spazi aperti della savana.

Pensare a tutto ciò , soprattutto per chi vive in una grande metropoli come chi scrive, genera stupore e, forse, anche un po’ di invidia almeno per quanto riguarda la assoluta assenza dello stress della vita moderna….

La vita di questa gente e del loro inseparabile bestiame è molto semplice e scandita dalle due sole stagioni che esistono nella loro terra, la savana: la stagione delle piogge che inizia a novembre e termina ad aprile e la stagione secca che va da maggio ad ottobre.

Non hanno a disposizione alcun tipo di tecnologia moderna ed i vantaggi da essa derivanti, non sono ricchi, ma vivono una vita totalmente libera e a contatto con la natura che li rende felici e sereni, come è facile capire dai volti di alcuni di loro, adulti e bambini, catturati dalla macchina fotografica….

Il masai Joseph Ole Simel ha dichiarato: “ Secondo la nostra filosofia tradizionale, la terra non appartiene a nessun individuo. Appartiene ai morti, ai vivi e a coloro che non sono ancora nati.”

 

(Tutte le foto sono prese da Google.com, e appartengono tutte ai rispettivi proprietari originali)