Scilla, fra mito e leggenda

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“Arrivai in città osservando la sua strana posizione. Costruita su una altura, discende come un lungo nastro sul versante orientale della montagna, poi girandosi a guisa di S viene distendersi verso il mare…” Questa è la descrizione che Alexandre Dumas, scrittore e drammaturgo francese, fece nella seconda metà dell’800 di Scilla, perla della costa calabrese che, in quel punto, sembra volersi unire alla Sicilia.

Scilla è oggi un comune italiano, in provincia di Reggio Calabria, con poco più di 5.000 abitanti, una bellissima località balneare che è stata ed è frequentata nel periodo estivo da molti vacanzieri fra i quali si “mescolano” da sempre artisti di ogni nazionalità.

Gli storici fanno risalire i primi insediamenti abitativi al periodo della guerra di Troia, epoca nella quale il bacino del Mediterraneo vide molte migrazioni di popoli che sceglievano poi zone costiere come quella calabra per i loro nuovi insediamenti.

Fra mito e leggenda… Infatti la storia, la mitologia e le leggende contribuiscono tutte a circondare Scilla di quell’alone di fascino un po’ misterioso che rende anche difficile distinguere fra le tre componenti…

Ma la realtà dice che Scilla è uno delle località più belle e suggestive delle coste italiane, a cominciare dal suo castello che viene citato già nell’Odissea di Omero e che, nel corso dei secoli, proprio grazie o a causa della sua posizione dominante strategica sullo stretto di Messina, ha subito diverse dominazioni.

Il centro storico, denominato “San Giorgio”, si sviluppa intorno alla Chiesa di San Rocco, patrono di Scilla, e all’omonima piazza che è costituita da un terrazzamento costruito sulla roccia e che si affaccia direttamente, a strapiombo, sullo stretto di Messina offrendo una vista meravigliosa.

Chianalea, che letteralmente vuol dire “piano delle galee”, è il borgo più antico di Scilla, è comunemente riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia, romantico e affascinante per la sua posizione unica con le case letteralmente “poggiate” sull’acqua che le hanno valso la denominazione di “Venezia del sud”.

La leggenda racconta che la principessa Scilla, figlia di Niso re di Megara, aiutò il re Minosse, del quale era follemente innamorata, a conquistare delle terre mettendosi contro il proprio padre che aveva sotto il proprio dominio queste stesse terre. Minosse, ottenuto ciò che voleva, si rifiuto di sposarla e la abbandonò crudelmente in mare in balia delle onde che portarono il suo corpo senza vita ai piedi di un promontorio al quale fu poi dato il nome della povera fanciulla…

 

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