Il monastero benedettino di San Pietro di Sorres

La Sardegna è sicuramente una delle regioni più belle d’Italia dal punto di vista naturalistico e questo perché i suoi abitanti da sempre difendono gelosamente la loro terra opponendosi a cementificazioni selvagge e, quindi, preservando la sua splendida natura selvaggia.

Da nord a sud questa splendida isola, oltre alle bellezze del suo territorio interno, offre ai turisti tante località con spiagge dall’accesso difficile, che ne impedisce l’invasione da parte del turismo di massa, bagnate da un mare limpido con colori che vanno dal blu al verde smeraldo.

La Provincia di Sassari ha un territorio che si sviluppa nella parte nord dell’isola, comprende 92 comuni per una popolazione totale di quasi 500.000 abitanti e, aspetto storico che forse pochi conoscono, è stata istituita nel 1859 quindi ancora prima dell’unità d’Italia del 1861.

Inoltre questa provincia ha il territorio più esteso della Sardegna e dell’Italia, comprende a nord il suggestivo Golfo dell’Asinara, con l’omonima bellissima isola, l’unico lago naturale della regione, il Lago di Baratz ed uno dei laghi artificiali più estesi, il Lago Coghinas.

Borutta è un piccolo comune del territorio interno con poco meno di 300 abitanti e “nasconde” una perla storico/architettonica, il Santuario Monastero di San Pietro di Sorres, un complesso in stile romanico costruito fra il XII ed il XIII secolo che fin dal 1894 è stato classificato come Monumento Nazionale Italiano.

La chiesa ed il monastero sorgono su un altopiano a poco più di 500 metri sul livello del mare e la caratteristica peculiare dell’esterno della chiesa è rappresentata dalla affascinante bicromia creata dall’alternanza dell’utilizzo della pietra bianco dorata, arenaria, e quella scura, basalto.

Fra il XIV ed il XV secolo il complesso fu lentamente ma inesorabilmente abbandonato dalle autorità ecclesiastiche e solo dopo la seconda guerra mondiale, esattamente nel 1948,  padre Agostino Lanzani, monaco e ingegnere, chiese ai benedettini di Parma di aprire una fondazione in Sardegna, preludio alla rinascita della storica struttura.

Dal 1950 il complesso ospita una comunità di monaci benedettini, dopo una lenta ma scrupolosa ristrutturazione nel 1955 venne inaugurata la Chiesa romanica tornata al suo antico splendore, dal 1970 nel monastero venne fondato un importante laboratorio di restauro del libro e nel 2011 venne inaugurato, nella ex foresteria del monastero stesso, il Museo della Cattedrale di San Pietro di Sorres contribuendo a rendere questo mistico angolo della Sardegna una meta privilegiata per i visitatori.

 

 

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