Il borgo di Arquà Petrarca

Il nostro tour delle regioni italiane oggi ci porta in Veneto, una regione che prende il nome dal popolo dei veneti, o antichi-veneti per distinguerli dagli odierni abitanti della regione, che si stabilì nell’Italia nord-orientale nella seconda metà del II millennio a. C.

Il suo territorio comprende diverse tipologie di paesaggi naturali fra i quali la pianura uniforme e monotona confina sia con la fascia costiera adriatica che con i rilievi montuosi come i Monti Iberici ed i suggestivi Colli Euganei.

Questi ultimi sono un gruppo di rilievi di origine vulcanica, che sorge praticamente isolato nel bel mezzo della pianura veneta, nato circa 30 milioni di anni fa da una serie di violente eruzioni sottomarine.

Arquà Petrarca è un centro abitato con quasi 1.900 abitanti che si trova nella zona dei Colli Euganei, in provincia di Padova, ai piedi del Monte Ventolone e del Monte Piccolo ed ha origini molto antiche che risalgono al periodo preistorico.

Infatti nel suo territorio, nei pressi del Laghetto della Costa, nell’800 è stato rinvenuto un affascinante sito preistorico che risale all’età del bronzo che dal 2011 è stato inserito dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Ma, come si può dedurre dal nome di questo borgo, Arquà è anche noto per essere stato la località dove il grande poeta Francesco Petrarca ha vissuto gli ultimi anni della sua vita circondato da una accogliente natura che sicuramente gli ricordava la sua amata Toscana.

Il poeta conobbe Arquà nel 1364 quando si trasferì ad Abano Terme per curarsi dalla scabbia. L’anno successivo Francesco il Vecchio gli cedette un appezzamento di terreno di quel borgo e il Petrarca si impegnò a sovrintendere la ristrutturazione di quella che aveva scelto come sua nuova dimora.

Stabilitosi in paese nella primavera del 1370, Francesco Petrarca vi trascorse poco più di quattro anni fino alla sua morte avvenuta nel mese di Luglio del 1374 ed  ancora oggi il borgo medievale di Arquà Petrarca custodisce gelosamente la sua tomba, che fu costruita dal genero Francescuolo da Borsano, rendendo omaggio al poeta, scrittore e filosofo italiano considerato il fondatore dell’umanesimo.

 

 

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