Furore, il paese che non c’è

Oggi the Golden Scope ha scelto di portarvi sulla Costiera Amalfitana, un meraviglioso tratto di costa campana che tutto il mondo invidia all’Italia ed alla quale noi abbiamo già reso omaggio con il nostro articolo Alla scoperta della Costiera Amalfitana 

Nell’antichità fece parte dell’impero romano ed ancora oggi diverse testimonianze di quell’epoca lontana sono presenti sulla costa nelle numerose ville patrizie fra le quali la più importante si trova a Minori e che risale probabilmente al I secolo d. C.

Sono tanti i caratteristici centri della costiera che attirano ogni anno turisti da tutte le parti del mondo e certamente fra i più conosciuti ci sono Amalfi, Ravello, Vietri sul Mare e Positano ma noi vogliamo mostrarvene un altro sicuramente meno famoso ma assolutamente unico nel suo genere.

Furore è un comune di poco più di 800 abitanti e, a parte il suo particolare nome, ha una caratteristica che, come dicevamo, lo rende unico nel suo genere e gli ha consentito di meritarsi la definizione di “paese che non c’è”.

Infatti solitamente quando si pensa ad un paese viene in mente la immancabile piazza attorno alla quale si sviluppa il centro abitato ma Furore non ha nulla di tutto ciò. Niente piazza principale ma, bensì, solo sentieri e scale che erano nate per portare al piccolo villaggio di pescatori che data la sua posizione era praticamente invisibile dalla costa.

Le abitazioni sembrano aggrappate alla roccia che poi finisce col tuffarsi nel mare limpido e questo fa si che chi non sa della presenza del “paese che non c’è” effettivamente non si accorge dell’esistenza di Furore.

Un’altra particolarità di questa località sta nel fatto che esternamente molte abitazioni ed edifici pubblici sono decorati da variopinti murales che contribuiscono a dissimulare le costruzioni fra le pareti rocciose e la vegetazione che vi cresce grazie ad uno dei tanti miracoli di madre natura .

Esiste anche una profonda spaccatura nella roccia, chiamata “fiordo” o vallone di Furore, che si è creato nel corso dei secoli grazie alle acque del torrente Schiato che dall’altopiano di Agerola corre lungo la montagna finendo col gettarsi nel mare. Questo suggestivo angolo di Costiera Amalfitana accoglie un minuscolo borgo marinaro che fu abitato da Roberto Rossellini ed Anna Magnani nel periodo in cui l’attrice fu legata sentimentalmente al regista e fu utilizzato da quest’ultimo per girarvi il film “L’amore”.

 

 

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