La Riserva Naturale del Monte Cofano

Oggi The Golden Scope ritorna in Sicilia, la più grande isola italiana e del bacino del Mediterraneo ma anche la regione più estesa d’Italia che beneficia di un clima caldo anche e soprattutto perché è divisa dal continente africano solo da quella parte di mare denominata “Canale di Sicilia”.

Quella che ancora oggi viene indicata come la Provincia di Trapani, divenuta nel 2015 il “Libero Consorzio Comunale di Trapani”, occupa il territorio più ad ovest dell’isola che si trova quindi nel punto di incontro fra il mar Tirreno e quello Mediterraneo ed include le Isole Egadi, le Isole dello Stagnone e l’Isola di Pantelleria.

Nella zona costiera che si trova fra Trapani e San Vito Lo Capo, all’estremità orientale del Golfo di Bonagia, si trova Custonaci, un comune di circa 5.500 abitanti, situato a poco meno di 200 metri di altitudine su di una collina, che si affaccia sul mare Tirreno con la sua frazione balneare di Cornino.

In quella zona nel 1997 è stata istituita la Riserva Naturale del Monte Cofano, un’area naturale  mare che raggiunge una altitudine di 659 metri. La riserva si estende per 537,5 ettari includendo diverse peculiarità botaniche, dal cavolo di roccia alle orchidee selvatiche, dallo sparviere del Monte Cofano al fiordaliso delle scogliere.

Lungo l’area costiera della riserva si snoda un interessante percorso, ideale per gli appassionati di trekking o mountain bike, e si possono ammirare la Torre della Tonnara e la Torre di San Giovanni, antiche fortificazioni che servivano ad avvistare e difendersi dai pirati saraceni.

Nella frazione di Scurati è possibile visitare le omonime grotte nelle quali tra il 1870 e il 1925 sono state trovate dal marchese Guido Dalla Rosa e dal paleontologo francese Raymond Faufrey  tracce di presenza umana, utensili e graffiti, di un antico insediamento preistorico risalente al paleolitico Superiore.

Di questo complesso di grotte, nove in totale, la più grande è la Grotta Mangiapane,  che fa parte della Riserva Naturale del Monte Cofano e che prende il suo nome dalla omonima famiglia che vi si insediò fino agli inizi degli anni ’50.

Questa famiglia siciliana di pescatori/agricoltori  trasformò questa sorta di rifugio preistorico in un incantevole micro-borgo con piccole abitazioni, un forno a legna, una stalla ed anche una cappella; un luogo dove il tempo sembra essersi suggestivamente fermato agli anni ’50 e che non è sfuggito alla produzione della serie televisiva “Il Commissario Montalbano” che vi ha girato alcuni episodi e che viene utilizzato a Natale come ambientazione per un meraviglioso presepe vivente al quale partecipano circa 160 persone fra interpreti, contadini, artigiani e artisti provenienti da tutta la Sicilia.

 

I   V I D E O

 

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