Il borgo di Corinaldo

Le Marche, regione dell’Italia Centrale che si affaccia sulla parte bassa del Mare Adriatico, ha nel territorio interno l’Appennino Umbro-Marchigiano che segna il confine con altre 3 regioni, Toscana, Umbria e Lazio ma che confina anche con l’Emilia-Romagna e l’Abruzzo, posizione geografica che caratterizza la sua vocazione alla pluralità.

Nel suo territorio le poche aree pianeggianti riguardano quasi esclusivamente la zona costiera mentre le aree collinari riguardano quasi il 70% della superficie totale rendendola una delle regioni più “collinari” d’Italia, caratteristica che le consente di essere una importante terra vinicola.

Ed è proprio nel bel mezzo di questa terra vinicola che sulla sommità di un colle, a poco più di 200 metri sul livello del mare, sorge il borgo medievale, circondato dalle vigne che producono il famoso “Verdicchio”, che visitiamo oggi e cioè l’antico borgo di Corinaldo.

Insignito del titolo di “borgo più bello d’Italia nel 2007, Corinaldo risale al V secolo d. C. quando un gruppo di fuggitivi della cittadina di Suasa, distrutta da feroci combattimenti, decisero di creare questo nuovo centro abitato e scelsero prudentemente la cima di un colle da dove si potevano avvistare meglio i nemici anche se lontani.

Alcuni secoli dopo, più precisamente nel 1367, il borgo venne letteralmente ricostruito ex novo, dietro autorizzazione concessa direttamente da Papa Urbano V, con l’imponente cinta muraria che è giunta fino ai nostri giorni pressoché intatta con le fortificazioni che arricchiscono i suoi 912 metri di lunghezza.

Queste mura, che sono considerate fra le meglio conservate del Centro Italia, proteggono “amorevolmente” il centro del borgo che ha le classiche caratteristiche medievali con affascinanti viuzze strette e tortuose circondate da antiche costruzioni che, se non fosse per gli infissi che le collocano nel terzo millennio, potrebbero dare realmente la sensazione di essere in un’epoca lontana nel tempo.

Il Palazzo Comunale, il Santuario di Santa Maria Goretti nativa del posto e lo splendido Teatro Comunale “Carlo Goldoni” risalente al XIX secolo sono alcuni fra gli esempi più significativi di quelle costruzioni per le quali il tempo sembra essersi fermato…

Il “Pozzo della Polenta”, che si trova a metà della suggestiva scalinata di 109 gradini nel cuore di Corinaldo, pozzo famoso perché dà origine alla annuale rievocazione storica, alla quale partecipano centinaia di figuranti in costume d’epoca, della vittoria ottenuta dai corinaldesi nella battaglia del 1517. Il nome di questo pozzo deriva una leggenda che narra di un contadino che si sedette sul bordo del pozzo per riposarsi durante la dura salita e inavvertitamente cadde al suo interno. Il sacco di farina che trasportava si mescolò all’acqua e il contadino disperato gridò aiuto a gran voce facendo accorrere numerose persone che, dall’alto del pozzo, gli dissero di non disperare e di preparare una bella polenta che tutti successivamente mangiarono facendo gran festa…

 

I   V I D E O

 

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