Il fascino della Casina delle Civette

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Roma, la capitale italiana, una città millenaria che anche nei secoli recenti è stata la culla di diverse famiglie nobiliari che hanno lasciato in eredità quelle che sono state le loro dimore e che, impropriamente, vengono chiamate “Villa…”, come a d esempio Villa Ada, Villa Borghese, Villa Torlonia.

Impropriamente perché sono dei grandi polmoni di verde, alcuni erano utilizzati come riserve di caccia, che sono state trasformate in parchi pubblici proprio grazie alle loro grandi superfici ed alcune delle quali ospitano anche degli interessanti musei.

Villa Torlonia,  rientra in questo ultimo caso… Infatti ospita un suggestivo parco e ben 3 musei: il Casino dei Principi, il Casino Nobile e il Museo della Casina delle Civette, quest’ultimo un museo molto particolare del quale vi parleremo oggi.

L’edificio nacque nel 1840 per volontà di Alessandro Torlonia ed era conosciuto come “la capanna svizzera” per il suo look esterno estremamente rustico che era molto simile ad uno chalet svizzero e subì una importante ristrutturazione nel 1908 grazie a Giovanno Torlonia Jr, nipote del prima citato Alessandro, che la utilizzò come sua dimora fino al 1938, anno della sua morte.

Questa strana e singolare costruzione è tutta da vedere sia all’esterno che all’interno… Viene chiamata Casina delle Civette per la presenza ricorrente, quasi ossessiva, del tema della civetta, come ad esempio la imponente vetrata che riporta delle civette stilizzate ma anche nelle decorazioni e gli arredamenti degli interni, presenza voluta dal Principe Giovanni amante dei simboli esoterici.

Inoltre nella seconda decade del 1900 l’architetto Vincenzo Fasolo personalizzò l’esterno con decorazioni in stile liberty e lasciò la sua impronta anche all’interno dove risaltano maioliche policrome, ferri battuti, legni intarsiati ed altre opere di finitura molto particolari.

Durante la seconda guerra mondiale la struttura subì gravi danni durante occupazione anglo-americana e, dopo anni di degrado, nel 1991 la casina fu ulteriormente danneggiata da un incendio. Ma tutto ciò non scoraggiò il Comune di Roma che dal 1992 al 1997 fece restaurare in modo meticoloso e artisticamente impeccabile l’edificio riportandolo allo splendore originale.

Infatti oggi la Casina delle Civette è tutto questo ma anche molto altro… Oltre a quelle con la raffigurazione delle civette, è possibile ammirare diverse altre vetrate anch’esse con decorazioni policrome, che sono diventate l’elemento caratterizzante dell’edificio, stucchi, mosaici e decorazioni pittoriche degli interni che contribuivano, secondo le idee del principe, in modo determinante al confort abitativo…e, in effetti, a vedere tutto ciò non si può che essere d’accordo con lui!

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